(00:00) 09.02.1950: Nascita a Roveredo-Capriasca (Ticino) in una famiglia numerosa, nella quale Vincenzo Mora è l’ultimo di 10 figli. La famiglia è presa di mira da tanto tempo, i genitori sono considerati inadatti all’educazione dei figli e delle figlie e tutti i fratelli e sorelle vengono allontanati e collocati in diversi istituti. In effetti Vincenzo ha visto poche volte il padre e non ha mai visto o molto raramente alcuni fratelli e alcune sorelle.
(04:18) 1960 o 1961: Vincenzo viene collocato presso contadini all’alpeggio (tecnicamente si chiama «collocamento a servizio», in tedesco Verdingung). Le condizioni di vita erano misere e il lavoro era obbligatorio ed estremamente duro. Un contadino ha abusato sessualmente di Vincenzo durante il collocamento all’alpe. Tra il 1957 e il 1965, dall’età di 7 anni Vincenzo viene collocato all’istituto «San Pietro Canisio» di Riva San Vitale. Gestito da religiosi, l’istituto accoglieva solo maschi ed era riservato a «ragazzi difficili» e quelli che venivano chiamati «discoli», che significa birichini, monelli, indisciplinati.
(16:49) 1980: Data di nascita della figlia di Vincenzo. Da lì a poco, Vincenzo decide di voltare pagina, si allontana dalle cattive compagnie, abbandona abitudini negative e si impegna attivamente per avviare la propria ditta di pittore.
(21:56) 27.03.2018: È il giorno in cui il Governo ticinese ha chiesto ufficialmente scusa alle vittime di misure coercitive a scopo assistenziale e di collocamenti extrafamiliari. Vincenzo Mora ha assistito al momento commemorativo nell’aula del Gran Consiglio a Bellinzona e ha apprezzato il riconoscimento ricevuto. Una scultura è stata eretta davanti all’Archivio di Stato a Bellinzona, in memoria delle vittime del passato.